APA Pavia

05.08.2009 06:14 Età: 1 yrs

Razza Bovina Autoctona “Varzese-Ottonese-Tortonese”

Categoria: Bovini Bovini

Domenica, 02/08/2009, si è tenuta a San Ponzo, ridente borgo del comune di Ponte Nizza(PV) la VI Mostra Interprovinciale dei bovini di razza Varzese-Ottonese- Tortonese iscritti al Registro Anagrafico nazionale delle razze e popolazioni autoctone.

Presenti quaranta capi “fromentini” presentati da otto allevatori provenienti dalle provincie di Alessandria, Milano e Pavia impegnatisi per tenere fede a quello che era il tema di fondo della giornata: nuove risorse genetiche per l’antica razza.
La presentazione privilegiata di soggetti nati in questi ultimi anni ha voluto essere dimostrazione pratica che la ferrea volontà di un manipolo di allevatori ultra-appassionati è stata in grado, da sola, di assolvere a pieno all’impegno di salvaguardare una razza la cui consistenza era già scesa a livello di “reliquia”, ma che dai meno di 50 capi degli inizi anni 2000 è risalita in brevissimo tempo agli oltre 240 di oggi.
Rinascita che, tenendo soprattutto ben presente che trattasi di bovini (che quindi partoriscono, se tutto và per il meglio, una volta all’anno) e per di più di una razza oggi ritenuta antieconomica, deve sicuramente inorgoglire tutti gli artefici, ognuno per la sua parte di competenza, perché ha del miracoloso; vuoi che ci sia una sorta di morbo della “varzese” che, partito da pochissimi iniziati (Luigi, Maurizio, etc.), si è espanso con velocità pandemica sia nei luoghi d’origine che nel milanese?

La rassegna è stata l’occasione per il direttore dell’APA di Pavia, Lazzati, ottimamente coadiuvato dai veterinari Galmozzi e Marone, per evidenziare al pubblico prima le antichissime origini della razza e poi le caratteristiche morfo-funzionali della stessa; caratteristiche che la avevano portata a primeggiare nell’economia agricola appenninica nel triste periodo delle guerre mondiali.
Memori che la razza in loco era usata principalmente per il lavoro nei campi, e cedendo un poco di spazio al folclore, la manifestazione è terminata con
due coppie di buoi che, una con carro agricolo e l’altra con “lesa”(tipica slitta da sterrato), sono andate in campagna a raccogliere “grano” ed avena
che sono stati prontamente “battuti” con macchinari d’epoca mossi da trattori di pari periodo.

Vedere gli allevatori gratificati dall’attenzione che il pubblico prestava al loro normalmente oscuro lavoro di salvaguardia di una biodiversità che altrimenti sarebbe già estinta e sentire che si salutavano dandosi già appuntamento per la prossima edizione è segno del più che lusinghiero successo riscosso dalla manifestazione.